Obiettivo e ambito
Interno, in uscita e in entrata descrivono una relazione rispetto a un sito scelto, non tre diversi elementi HTML. Leggete il collegamento dalla pagina sorgente alla destinazione e dichiarate la prospettiva. Nel diagramma un editore punta all’atlante, l’atlante al proprio metodo e a dati esterni. Il primo e il terzo collegamento attraversano siti: ciascuno è in uscita a un’estremità e in entrata all’altra.
Leggere le prove primarie
Google descrive ancore navigabili e riferimenti interni utili. MDN spiega href e indirizzi assoluti o relativi. Search Console documenta un report campionato con confini di proprietà, raggruppamento canonico e trattamento dei duplicati. I totali interni ed esterni richiedono tali definizioni; confrontare nomi host non riproduce necessariamente il report. Separate la prova sorgente-destinazione dal raggruppamento del prodotto.
- Google Search Central · Leggere le prove primarie
- MDN · Leggere le prove primarie
- Google Search Console · Leggere le prove primarie
Confrontare i casi
Esempi didattici inventati. Nessuna pagina o immagine viene recuperata; nessun link reale o risultato di posizionamento è verificato.
- A → B: un collegamento, due prospettive: L’articolo dell’editore punta all’atlante del sito di destinazione. Lo stesso collegamento è in entrata per la destinazione. Non dimostra un link di ritorno all’editore.
- B → B: navigazione nel sito definito: L’atlante punta alla propria pagina sul metodo. È interno per entrambe le estremità secondo l’ambito dichiarato. Un report può contare diversamente; conservate ambito e unità di misura.
- B → C: citare una fonte esterna: L’atlante punta ai dati di un altro sito. Il link è in uscita per l’atlante e in entrata per il sito di riferimento. Aggiungerlo non crea un backlink in entrata all’atlante.
Motivare la decisione
Stabilite la prospettiva prima di chiedere se un backlink sia esterno. Per la destinazione, un collegamento esterno in entrata è un backlink; per la sorgente è in uscita. Aggiungere una citazione esterna non induce l’altro sito a ricambiare. Un link interno facilita la navigazione, ma non rappresenta la citazione di un altro sito. Immagine, testo, sponsored e nofollow descrivono proprietà diverse e non invertono la direzione.
Qui ciascuno dei tre nomi host rappresenta un sito distinto. I report possono raggruppare i sottodomini diversamente; definite l’ambito prima di classificare URL reali.
Conservare un registro verificabile
Registrate sito o proprietà, URL sorgente, href originale, destinazione risolta, posizione e data. Risolvete un href relativo rispetto alla base applicabile prima della classificazione; un elemento base o un reindirizzamento può modificare la verifica. Conservate separatamente valore originale e destinazione finale osservata. Controllate la navigazione interna con l’inventario delle pagine e i riferimenti in entrata con le sorgenti o un report dall’ambito adeguato.
Limiti e controlli successivi
Il diagramma è un esempio definito, non un classificatore automatico o una scansione in tempo reale. Non decide quali sottodomini un’impresa consideri un unico sito. Un record mancante può dipendere dalla copertura; un link navigabile non garantisce indicizzazione o benefici misurabili. Usate le guide di monitoraggio e confronto per evidenze nel tempo; non sommate direzioni e unità diverse in un totale privo di spiegazione.