Conserva il file originale
Puoi importare dati sui backlink in Google Sheets. Conserva l’esportazione originale del fornitore con data di download, ambito e filtri. Il foglio è una copia di lavoro: non prova che il link esista ancora o che Google abbia indicizzato la pagina. Lo strumento legge il file in questo browser e non ne invia il contenuto al nostro server.
Prova prima gli indirizzi .example inventati. Non sono editori presso cui comprare pubblicazioni. Il modello vuoto contiene intestazioni italiane e campi di controllo da compilare. Non si collega a fornitori, non crea documenti Google e non si aggiorna da solo. Ricaricando la pagina perdi l’anteprima: riapri l’originale.
Scegli il percorso di importazione
Per un CSV conosciuto puoi usare l’importazione di file di Sheets controllando separatore e opzioni di conversione. Una virgola in un campo tra virgolette appartiene alla stessa cella. Dividere su tutte le virgole può danneggiare la tabella. Cambiare il formato visualizzato non ripristina zeri iniziali rimossi o identificativi arrotondati.
Per preparare tutto come testo, incolla o seleziona il CSV, scegli il separatore se necessario e controlla l’anteprima. Scarica XLSX. In Sheets usa File → Importa, seleziona la cartella di lavoro e crea un nuovo foglio di lavoro o inserisci nuovi fogli invece di sostituire dati esistenti. Le celle esportate sono testo, anche quando iniziano con =. Verifica il risultato nella tua applicazione: questa pagina non esegue l’importazione nel tuo account Google.
Confronta i cinque record di esempio
Il campione contiene cinque record oltre all’intestazione, otto colonne, un record interamente vuoto e un duplicato esatto. Il primo ID è 0007, l’ancora del terzo record è il testo =SUM(1,2), l’ultimo ID è 12345678901234567890. L’interruzione di riga in una nota tra virgolette deve restare nella stessa cella. Il duplicato è intenzionale, non un conteggio ripulito dei backlink.
Scrivi le osservazioni effettive nel foglio di verifica. Traffico vuoto significa sconosciuto; 0 è uno zero fornito. Conserva query, frammenti e caratteri Unicode degli URL. I segnali indicano possibili interpretazioni automatiche, non link scadenti. JSON conserva le stringhe decodificate ma non sostituisce una copia identica dei byte del CSV.
Separa testo grezzo e tipi di dato
03/04/2026 può indicare il 4 marzo o il 3 aprile secondo la convenzione della fonte. Documentala prima di convertire una copia. Impostazioni internazionali e fuso orario di Sheets influenzano i formati predefiniti dell’intero documento, senza chiarire il significato voluto dal fornitore. Esportazione, primo rilevamento e controllo successivo della pagina sono date distinte.
Fai i calcoli in un foglio di analisi separato, conserva i valori originali e descrivi la conversione. Controlla manualmente alcune righe. Un identificativo lungo non è una quantità da sommare. La cartella non contiene formule eseguibili o collegamenti automatici. Non attivare contenuti inattesi soltanto perché arrivano da un’esportazione SEO.
Organizza una vista di lavoro verificabile
Annota fornitore, ambito e data di osservazione. Filtra una copia per destinazione, dominio referente o attributo. Un duplicato può derivare da esportazioni sovrapposte; URL diversi dello stesso dominio possono essere record validi. Decidi se conti link, pagine sorgenti o domini prima di eliminare righe.
Se unisci due esportazioni, conserva fonte e data di ogni misura. Un dato mancante non diventa zero e una misura nuova non sovrascrive silenziosamente quella precedente. Lo strumento accetta fino a 2.000 record, 40 colonne, 5 MiB e 16.384 caratteri per cella. Dividi i file grandi con un programma che riconosca le righe tra virgolette. Virgolette errate e colonne non uniformi vengono rifiutate, non corrette di nascosto.
Gestisci condivisione e aggiornamento
L’anteprima locale non pubblica i dati. Caricare il file su Sheets è un’azione distinta, regolata dai permessi del tuo account Google. Condividi URL e note del cliente solo con chi ne ha bisogno. Non pubblicare dati riservati per consentire l’accesso a una formula. Un’importazione statica resta una fotografia del rapporto.
IMPORTDATA e IMPORTXML sono procedure differenti con regole proprie su input, accesso e aggiornamento. In caso di errore annota formula completa, messaggio, formato sorgente e necessità di autenticazione. Consulta la documentazione Google. Ricaricare questa pagina non ripara formule o sessioni del fornitore; lo strumento non prova URL remoti.
Non confondere importazione e indicizzazione
Un file illeggibile, una formula che fallisce e una pagina assente dai risultati di ricerca richiedono controlli diversi. Nel primo caso verifica separatore, codifica, virgolette e colonne. Nel secondo esamina fonte e accesso. Nel terzo controlla la pagina reale e le prove disponibili al proprietario. Inserire un URL in un foglio non lo invia a Google e non ne garantisce l’indicizzazione.
Per siti che gestisci usa la proprietà corretta di Search Console e le procedure documentate di controllo URL o sitemap. Non puoi chiedere l’indicizzazione di qualsiasi editore da una proprietà che non lo comprende; neppure una richiesta valida è una garanzia. Questa guida non diagnostica un particolare servizio esterno di automazione. Scegli il passo successivo secondo il problema reale.
Analizzare un’esportazione · Preparare un rapporto datato · Registrare prove di indicizzazione